lunedì 28 dicembre 2015

Capodanno tra le Dolomiti tra le montagne e i Castelli


Salutare il 2016 da una piazza affollata, dal silenzio di un bosco alto sopra le montagne o da un salone medievale? C'è solo l'imbarazzo della scelta per chi decide di festeggiare Capodanno tra le Dolomiti bellunesi, patrimonio dell’Umanità Unesco...

Nella città di Belluno, come ormai da tradizione, l'ultimo dell'anno si trascorrerà in piazza dei Martiri, con musica, vin brulè caldo a portata di mano e il profilo elegante dei palazzi di fianco al liston che si illuminano di fuochi d'artificio allo scoccare della mezzanotte.

Poco lontano da Belluno, in comune di Mel, c'è il castello di Zumelle. Un'antica roccaforte che continua a vegliare sulle splendide colline della valle del Piave, illuminate dalla luna (luna piena a Natale: a Capodanno ci sarà di che bearsi). A Zumelle si potrà partecipare a un veglione antichissimo, in pieno stile medievale.
Da qualche tempo il castello è stato preso in gestione dall'associazione Sestiere Castellare Toscana, che si occupa di rievocazioni storiche. Il Capodanno medievale a Zumelle si festeggerà con un cenone a base di piatti tipici della zona e spettacoli vari (giullari, cornamuse e tamburi, danze orientali…). Allo scoccare della mezzanotte, un brindisi col sidro, un buffet di dolci antichi e una notte di balli scatenati – nel 2016 la musica tornerà a essere moderna, per non costringere gli ospiti a improvvisarsi professionisti della carola proprio la notte di Capodanno.
Per chi ha bambini, è previsto un servizio di intrattenimento per i più piccoli nel corso della serata. Volendo, sarà anche possibile noleggiare un costume medievale per entrare ancora più nell'atmosfera (per informazioni: 339 8437269www.castellodizumelle.it).

Per chi si sentisse poco in vena di Medioevo, ma comunque desiderasse una festa vecchio stile, a Cortina andrà in scena un Capodanno anni Ottanta allo Stadio olimpico del ghiaccio. Direttamente dal 1983, il Jerry Calà dell'originario “Vacanze di Natale” intratterrà gli ospiti con lo spettacolo “Un Capodanno da libidine”. Il cenone sarà servito da due eccellenti ristoranti di Cortina, il Tivoli dello chef stellato Graziano Prest e Al Camin. Dopo la cena lo Stadio delle Olimpiadi del '56, per l'occasione trasformato in un grazioso villaggio natalizio, si riempirà di musica e spettacolo: Jerry Calà, la sua band, le selezioni musicali dei dj Christian Lena e Nicola Zucchi… L'ideale per chi vuole festeggiare un Capodanno spensierato in uno degli angoli più belli d'Italia (per informazioni: 392 4844302,info@cortinapolostyle.com).

Sempre a Cortina d'Ampezzo, si può scegliere di partecipare a un altro Capodanno esclusivo – quello organizzato dal Prince Cortina Golf House a tema “la notte degli Oscar” (per informazioni: 340 9964152), o fuggire folle e confusione per salire ancora più in alto, tra le montagne.
Capodanno in rifugio è una delle esperienze più belle che si possano fare, se si decide di trascorrere la notte di San Silvestro sulle Dolomiti. La neve attutisce i rumori e la luna illumina a giorno il profilo spettacolare delle crode che incoronano la Regina delle Dolomiti. Il freddo pungente di fine dicembre fa apprezzare anche più del solito l'atmosfera accogliente del rifugio, il cenone (generalmente abbastanza semplice, fatto di piatti classici della tradizione di montagna) e le grappe della casa.

Al rifugio Faloria, come da tradizione, si festeggerà con musica dal vivo e lo spettacolo di fuochi d'artificio, a mezzanotte. Il tutto a 2123 metri di quota (si sale in funivia dalla stazione di Cortina), con una vista che davvero lascia senza fiato (per informazioni: 0436 5886/2517, faloria@dolomiti.org).
Ma provate a cercare, Cortina è piena di splendidi rifugi dove rintanarsi per salutare il 2016 in mezzo alla natura, circondati dagli amici più cari: dal rifugio Scoiattoli (dopo il cenone gli ospiti saranno riaccompagnati a valle in motoslitta), al Col Drusciè (Capodanno in musica, sulle Tofane), dal Lagazuoi al Croda da Lago, non resta che scegliere il proprio primo spettacolare panorama del 2016.  
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giovedì 2 luglio 2015

Edimburgo: imparare l’inglese alla scoperta di terre leggendarie



L’estate si avvicina - no, diciamo pure che è arrivata - quindi è giunto il momento di decidere, se ancora non l’avete fatto, dove trascorrere le vacanze.
Se non siete tipi da campeggio e temete l’afa delle città d’arte d’estate - abbiamo visitato Istanbul due anni fa ad agosto rischiando lo svenimento - vi proponiamo un piano alternativo.


Fate come noi unite l'utile al dilettevole e prenotate una vacanza studio in Scozia.
Avrete così la possibilità di imparare o migliorare il vostro livello linguistico, scoprendo un Paese ricco di tradizioni e scenario di antiche leggende, senza soffrire il caldo torrido.
La scorsa estate abbiamo soggiornato due settimane a Edimburgo, frequentando corsi di lingua di alto livello in una delle migliori scuole della città.
Ci siamo affidati all’agenzia Boa Lingua, che ci ha guidata in tutti gli step pre partenza: dalla valutazione attraverso un test del nostro livello di base, alla prenotazione di volo e pernottamento in loco, fino al costante supporto durante la nostra permanenza.


La scuola che abbiamo frequentato si trovava nella New Town, da dove si gode di una splendida vista sul centro storico, caratterizzato da una vivace vita diurna e notturna - vi consiglio in particolare lo shopping in Princess Street.
La mattina seguivamo le lezioni di inglese, tenute da docenti madrelingua a gruppi limitati di studenti per un migliore apprendimento di ognuno, mentre nel pomeriggio e nel week end avevamo tanto tempo libero per goderci una vera vacanza estiva!
Tutti gli istituti Boa Lingua organizzano attività ricreative di vario tipo per gli studenti, che possono aderirvi o meno. Noi ne abbiamo approfittato per visitare alcuni dei più famosi monumenti della città: il Castello di Edimburgo, la Cattedrale di Saint Giles e il Royal Botanic Garden.

Altre tappe da non perdere sono sicuramente il centro storico, diviso in due parti - Old Town e New Town - entrambe dichiarate patrimonio dell’UNESCO e il Museum of Scotland.
Soggiornandoci abbiamo capito perché Edimburgo é la seconda città della Gran Bretagna più visitata dopo Londra: é splendida e unica nel suo genere.




Oltre ad essere antica e ricca di tradizioni, Edimburgo si è rivelata un centro dinamico e vivace: pub, locali e ristoranti sono affollati di giovani durante tutta la giornata. Quale migliore occasione per testare i miei progressi con i madrelingua? Per altro, i ragazzi scozzesi sono molto socievoli e gentili - che non guasta!


Al nostro rientro, abbiamo portato con noi ricordi bellissimi di un’esperienza formativa che consigliamo a tutti: inoltre abbiamo notevolmente migliorato il nostro inglese, viaggiando in luoghi dal fascino leggendario.


Pronti a partire anche voi? Per tutte le informazioni sui soggiorni studio potete visitare i nostri amici di www.boalingua.it.

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lunedì 29 giugno 2015

Rotonde: croce senza delizia dei viaggiatori (non solo italiani)



La rotonda questa sconosciuta. Di recente diffuse in modo massccio in Italia per risolvere i problemi di precedenza e(e di sicurezza) generati dagli incroci costituiscono per l'automobilista-viaggiatore italiano una grande incognita.



Ricordiamo che solo se all'ingresso è posto il triangolo rosso rovesciato è dovuta la precedenza a chi è già nella rotonda. Questa è inlinea di massima la regolamentazione della maggioranza delle rotonde, ma in città non è raro trovarne di non regolate in questo modo per cui resta da tenere a riferimento "la destra".



Abbiamo trovato questo simpaticissimo articolo che invece ci parla delle rotonde più strane, di quelle più complicate e di quelle più inutili in giro per il mondo.
Chissà che non ne incontriate una durante il vostro viaggio estivo. Specie quella con l'orso verde di 7 metri!

Clicca qui per leggere tutto l'articolo




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lunedì 11 maggio 2015

"Tour the Excellent": Viaggio tra le eccellenze del "Made in Torino" Turismo industriale


Torino, prima capitale del Regno d'Italia dal 1861 al 1865, è una città molto ricca dal punto di vista artistico, turistico, culturale e scientifico, che non ha nulla da invidiare ad altre città italiane. Rappresenta infatti il centro dell'industria automobilistica italiana, oltre che rilevante centro dell'editoria, del cinema, dell'enogastronomia, del design e dello sport.

E' partito a marzo il "Tour the Excellent", l'escursione giornaliera nelle aziende più prestigiose del territorio. Questa serie di inediti tour rappresentano l'occasione perfetta per andare alla scoperta delle eccellenze artigiane e produttive torinesi. 

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venerdì 8 maggio 2015

Mostra Fotografica "Terre di Confine"


Vernissage venerdì 15 maggio 2015 ore 18.00

in mostra fino a venerdì 29 maggio 2015

Laboratorio Fotografico Corsetti
Via dei Piceni 5/7 - Roma


a cura di Eugenio Corsetti


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giovedì 30 aprile 2015

Friuli Venezia Giulia: La Terra dei Castelli


Castello di Villalta
Sulle rovine di un castelliere di epoca remota e di un fortilizio di probabile origine romana, le cui tracce sono oggi ancora visibili, sorge quello che è considerato uno dei più suggestivi castelli friulani (sec. X – XI). Il maniero, edificato dai Signori di Villalta, ramo della più vetusta stirpe dei Signori di 
Caporiacco, storica famiglia ghibellina friulana, alla quale oggi il castello appartiene, fu spesso teatro di aspri combattimenti. Nel corso del 1300 fu più volte riedificato e distrutto. Per secoli proprietà dell’omonima famiglia, divenne anche per via di matrimonio feudo della famiglia della Torre Valsassina, di origine lombarda già antagonisti dei Visconti. I della Torre nel 1500 provvidero ad ampliare notevolmente il castello, soprattutto con la costruzione dell’imponente ala rinascimentale a ridosso dell’antico mastio. L’intero complesso, però, non ha perso l’originaria configurazione d’opera fortificata. Restaurato e conservato con molta cura dai conti Gelmi di Caporiacco è oggi meta di numerosi visitatori ed incontri culturali.



Castello di Cordovado

Il castello medievale ha valso al paese di Cordovado l’appellativo di “uno dei borghi più belli d’Italia”. Nato sulle basi di un “castrum” romano, era posto a guardia di un guado della via Augusta su un ramo, ora sconosciuto, del fiume Tagliamento ai confini del Patriarcato di Concordia di cui era feudo. Ancor oggi le mura appaiono nella loro maestosità quasi completamente intatte racchiudendo al loro interno edifici risalenti al XIII e XIV secolo; in mezzo ad essi spicca il palazzo Piccolomini- Freschi risalente al 1600, costruito su vestigia medievali secondo il classico schema architettonico veneziano con salone passante centrale ed immerso in un parco ottocentesco sviluppato recuperando rimanenze medievali reinterpretate in chiave paesaggistica e che ancora conserva piante originali.Le pertinenze rustiche con la corte ed una adiacente viuzza su cui si affacciano le abitazioni contadine ed artigianali, seppur adeguate alle attuali esigenze abitative, conservano tutto il loro antico fascino. Rimarchevole la cappella dedicata a San Girolamo sviluppata in stadi riferiti ad epoche diverse e recentemente restaurate, che conserva, fra l’altro, un affresco attribuibile alla scuola giottesca.



Castello di Muggia

Il castello, costruito in arenaria, domina con la sua eleganza e con la merlatura guelfa (quadrata) il porticciolo che chiude il centro storico dell’unica cittadina istroveneta in territorio italiano. La sua storia più recente, riferita al maniero a pianta rettangolare così come lo si può vedere oggi e senza le due torri che all’originale lo caratterizzavano, porta come data iniziale 1374 quando il Patriarca Marquardo di Randek ordinò la costruzione della struttura fortilizia per porre termine alle dispute interne tra fazioni patriarchine e venete. Il castello restò così legato alla storia di Muggia, fedele a Venezia nelle lotte con il Patriarcato di Aquileia, Massimiliano I e Trieste. Nel corso dell’800 il castello venne acquistato da privati ma fu sostanzialmente abbandonato a se stesso fino ai primi anni del 900, quando vennero realizzate una nuova torre, varie parti di edifici ad uso abitativo, oltre alle modifiche esterne come l’abbattimento di una porta e la riduzione degli spigoli per consentire alla strada di aggirare le mura. Dal 1991 il castello è di proprietà dello scultore Villiano Bossi e della moglie Gabriella ai quali va il merito di avergli ridato dignità dopo lunghi anni di degrado.



Castello di San Floriano

L’iconografia tradizionale presenta San Floriano in atto di spegnere un incendio, spesso d’un castello, e a protezione del fuoco lo vuole la credenza popolare. Ciò suggerisce la presenza d’un complesso fortificato fin dalle epoche più antiche sul colle a lui dedicato, confermata dai resti di mura e dai numerosi reperti trovati nei pressi. Possesso patriarcale fin dal secolo XI, il sito è citato in un documento del 1170-1190 riguardante la badessa di Santa Maria d’Aquileia e da ciò si deduce che all’epoca il luogo era soggetto a tale monastero. In seguito divenne feudo degli Ungrispach e da questi, nel 1520, passò a Vinciguerra Formentini, dell’antica casata cividalese alla quale tuttora appartiene. Per la sua notevole importanza strategica, il castello fu spesso al centro di importanti fatti d’arme, come le cruenti battaglie che lo videro vittima durante la guerra di Gradisca nei primi decenni del Seicento. Restaurato dopo i gravi danni subiti nelle due guerre, costituisce uno dei complessi turistici più attrezzati della regione, realizzato nel rispetto delle strutture antiche.




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lunedì 16 marzo 2015

Aguas da Prata: il Brasile che non ti aspetti...



Aguas da Prata è un paesino brasiliano che si trova nello Stato di San Paolo , lontano dall'immagine stereotipata del Brasile turistico.

Eppure integrato con il territorio e con la foresta tropicale che lo circonda.

E' un posto speciale: l’energia che si prova è coinvolgente, ti entra dentro e ti assorbe a 360 gradi… andare in giro è qualcosa di magico, tutto diventa straordinariamente inaspettato… 

ll Cristo (perchè anche questo paesino ha un suo Cristo con le braccia aperte) ti abbraccia da lontano... in cima al colle la mente immersa nel silenzio ti porta in riflessione... le stradine sterrate ti conducono alle cascate dove la forza dell’acqua e della natura ti riempono di vibrazioni profonde... 

I sentieri da percorrere sono dei veri e propri percorsi magici e di spiritualità da scoprire ,da esplorare , legati alla natura e alla semplicità... l’incontro con i tucani, le maratache, i colibrì,i beija flor , le scimmiette che si godono la loro libertà ancora in una terra incontaminata... gli alberi immensi e vigorosi con tutta la loro potenza... i profumi che non si cancellano mai… la pista del treno che si addentra nel superbo paesaggio... il sole che ti riscalda l’anima nel cielo di azzurro puro... la notte la luna radiante e le stelle ti assorbono nell’universo senza confini… e tutto mi fa rivivere tanti ricordi unici e indimenticabili che sono radicati e fanno parte del mio essere. 

Un angolo sorprendente e singolare tutto da scoprire !

Ligia, Guest Travel Blogger per il Blog del Viaggiatore
#sponsorfreetour










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giovedì 5 marzo 2015

Pasqua in Salento: le più belle località low cost!


Pasqua è alle porte, una delle migliori idee per trascorrere vacanze di Pasqua in tutta serenità, in 
posti eccezionali e con cifre ottime è sicuramente il Salento. Il Salento per Pasqua 2015 lancia una 
marea di idee low cost, come possiamo ad esempio vedere su www.sanlu.it/offerte-hotel.html
pagina dedicata alle offerte di un hotel salentino, occasioni da cogliere al volo, visto che in Salento 
anche a Pasqua si potrà fare qualche bagno di mare e di sole, e prendere la prima tintarella.

Salento mare e vento, Salento vacanze in un contesto quasi da favola. Cosa fare nel contesto 
eccezionale del Tacco di Italia? In Salento si può arrivare in aereo a Brindisi e poi da Brindisi 
utilizzare il treno delle Ferrovie del Sud Est per giungere a Lecce, altrimenti si deve noleggiare una 
vettura.

Otranto e le masserie

Il Salento però è una zona geografica eccezionale, qui ad esempio il sole sorge in modo differente, 
le albe a Otranto, con le bianche scogliere, sono affascinanti e di incanto, se si sta attenti si potrà 
scorgere persino la vicina Albania. Sempre da queste parti il cibo è ancora rustico, a chilometro zero 
ed ovunque è possibile assaggiare prelibatezze locali tra cui i pomodorini, le alici e la ricotta, ma 
anche il pasticciotto, fatto di pastafrolla e crema pasticcera o il caffè inghiacciato.

Tutto questo è possibile ad esempio visitando una delle tantissime “Masserie Didattiche” sparse 
lungo il territorio salentino, un tuffo nel passato delle grandi tradizioni pugliesi, antiche strutture 
dove ancora oggi tutto viene lavorato come allora, per un percorso didattico tra storia e gusto unico 
nel suo genere. Possiamo trovare un elenco delle Masserie Didattiche su beta.regione.puglia.it.

Lecce

Tra le città da visitare, una delle più incantevoli è Lecce, con il suo barocco pugliese che è un 
incanto ed il suo duomo: pezzo unico in Italia. A Lecce poi la Marina ha delle spiagge uniche. San 
Cataldo con la Riserva Naturale delle Cesine, Frigole, con una spiaggia sabbiosa idonea pure ai 
neofiti del mare, Torre Chianca, a Torricella, caratterizzata dalle antiche fortezze contro i pirati.

Gallipoli

Proseguendo il tour del Salento ovviamente tappa d'obbligo è Gallipoli con il suo centro storico 
ed i suoi pescatori che ancora puoi sentire cantare la sera o all'alba al rientro della pesca. Il centro 
storico di Gallipoli, così come in tutte le città di mare è caratterizzato da vicoli stretti, architetture 
barocche ed un ponte seicentesco. Un luogo dove passeggiare la sera o all'alba e rimanere incantati 
dai colori del sole.


Il Salento, il sole, il mare ed il vento, terra cantata spesso da parecchi cantautori italiani ma anche 
luogo di balli e musiche antiche, ritmi dimenticati. Le sere nelle piazze di ogni paese le ballate a 
suon di pizzica scaldano l'ambiente.

La Grecia Salentina

E come dimenticare la Grecia Salentina? Visitare Melpignano, Corigliano d’Otranto, Martano, 
Carpignano salentino, Calimera, Sternatia o Zollino, qui persino la lingua è diversa, non di rado 
capiterà di ascoltare il melodioso griko, dialetto locale. Inoltre sempre in Salento si può fare tappa 
a Castro e la grotta della Zinzulusa, ma anche alla bella Pescoluse, ed una tappa al Porto Selvaggio o 
alla Torre dell’Orso diventano importanti per chi vuole conoscere mare, natura, storia e cultura. Ma 
il Salento dei libri, dei film, delle canzoni è sopratutto Santa Maria di Leuca, anche detta Finibus 
Terrae, luogo mitico dove lo Ionio e l'Adriatico si incontrano.


La Puglia ed il Salento sono tanto mare, mare da vivere, respirare, mare da assaporare, mare da 
vedere, mare da solcare su una barca a vela o su un gozzo tradizionale, e non c'è scenario migliore 
per trascorrere la Pasqua in compagnia degli amici o della famiglia.
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La voce delle donne il 7 marzo in Sabina

La festa delle donne è ormai prossima e il 7 marzo, nell'accogliente agriturismo Terra Sabina,  si terrà l'evento aperto a tutti "La voce delle donne". 

Sarà l'occasione per visitare una terrà in parte sconosciuta e lontana dai soliti circuiti turistici eppure a soli 60 km da Roma. 

In un atmosfera intima ed accogliente ci lasceremo coinvolgere dai colori delle bellissima voce di Antonella Zarletti...
In un vero e proprio VIAGGIO musicale nell'ANIMO FEMMINILE attraverso i canti popolari attinti dalle più veraci ed emozionanti canzoni Romane, Napoletane e non solo.

Un repertorio intenso carico di forza e Dolcezza, interpretato con vero Pathos ed Ironia! 

Antonella Zarletti cantante, flautista chitarrista, tastierista, con la sua versatile voce ci incanterà e coinvolgerà  con la chitarra tra i tavoli passando dal sacro al profano, poi alla tastiera e al flauto ci trasporterà nella magia dei maggiori successi nazionali ed internazionali dalla musica leggera italiana ed evergreen internazional jazz... 





Inoltre alle 20:30 sarà possibile degustare i piatti tipici della cucina contadina romana e napoletana!

Un ristorante che conosciamo personalmente e che consigliamo nell'ambito di #sponsorfreetour (che vuol dire conosciuto da paganti).   

Serena, la titolare di Terra Sabina sarà ancora più lieta di accogliervi quando le direte di avere letto questa notizia sul nostro Blog, meglio se prenotate. Maggiori info su http://www.terrasabina.it/
0765 446037
328 2169700
Via S. Lucia 5 - 02047
Poggio Mirteto



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venerdì 16 gennaio 2015

Carnevale a Viareggio: la festa dei bambini burloni!


Carnevale di Viareggio 2015 e Party dei Marmocchi Burloni
Non solo la sfilata della domenica. Quest'anno il Carnevale di Viareggio si tingerà di colore e di magia, con un occhio attento alle esigenze dei bambini.

Il Party Dei Marmocchi Burloni (sabato sera), si terrà in un area riscaldata ricca di giochi e divertimento, per vivere l'emozione del Carnevale a misura di bambino.

I bambini in particolare saranno quindi i benvenuti al Carnevale di Viareggio, il carnevale più divertente d'Italia che da quest'anno diventa “a misura di bambino”.
Li attende il  Party Dei Marmocchi Burloni, un party divertentissimo, organizzato il sabato sera e studiato per i più piccoli che vogliono vivere un week end pieno di allegria.


Tate, animatori, maschere colorate e truccabimbi vi attendono nella Grande Area Riscaldata a partire dalle ore 18:00 con tanti giochi di gruppo, babydance e un mondo di colori e allegria.

Alle ore 20.00 tutti a cena nella Sala Ristorante. E mentre mamma e papà mangeranno in tranquillità le prelibatezze dello chef, i piccoli saranno intrattenuti con le sculture di palloncini.


La serata prosegue fino alle ore 22.00, quando la Tata Sonnacchiona  racconterà la Favola della Buonanotte. (non dimenticate di portare i vostri orsacchiotti!!)

La domenica, dopo una gustosa colazione in hotel ci attende l'ingresso al Carnevale di Viareggio.


PER MAGGIORI INFORMAZIONI
Telefono 345 449.07.13
Deborah – Staff BambiniTravel.IT

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